Situato in un paese fantasma, l'ostello ha una bella sala e una grande cucina. La mia camera era a tre letti con una stufina a gas liquido e un bagno senza alcun tipo di riscaldamento. In cucina c'era tutto per l'autogestione, inclusi alcuni cibi in scatola e pasta lasciati da chi ha pernottato prima, e meno male, perché il ristorante del borgo era chiuso. Nessun contatto diretto con i gestori: check-in online, chiave in cassetta con codice. Triste per chi, come me, veniva da 30 km di Cammino di Santu Jacu; avrei gradito incontrare delle persone. Prezzo assolutamente eccessivo (30 euro). In barba a dichiarazioni e richieste di attenzione agli sprechi, la ricevuta era inserita in una pochette di carta non certo riciclata e c'era un'altra bustina per eventuale mancia.
ha soggiornato dal 03/04/2026 al 04/04/2026
La risposta del gestore:
Grazie per aver dedicato del tempo a raccontare la sua esperienza.
Ci dispiace che il soggiorno non abbia incontrato le sue aspettative, anche se ci sorprende leggere che non ci sia stato alcun contatto con i gestori: abbiamo risposto con attenzione ai suoi numerosi messaggi e telefonate prima dell’arrivo e durante il soggiorno, cercando di fornirle tutte le informazioni necessarie. Non ha parlato con un sistema impersonale, ma con persone reali, impegnate ogni giorno a tenere vivo un luogo complesso e fragile come Rebeccu.
È vero: è arrivata in una serata particolare, il venerdì santo, e in assenza di altri ospiti si è trovata a vivere una dimensione più silenziosa e isolata del borgo. Per molti viandanti, proprio questa immersione nel silenzio e nell’essenzialità è parte dell’esperienza del cammino.
Quanto al prezzo, ci dispiace che 30 euro le siano sembrati eccessivi. Riteniamo però che questa cifra sia del tutto proporzionata a quanto offerto: un posto letto con biancheria pulita, una cucina attrezzata a disposizione, generi alimentari lasciati non da chi è passato prima ma da noi proprio sapendo che sarebbe stato difficile nutrirsi diversamente, tutto l'occorrente per una buona colazione, e la possibilità di trovare riparo e ristoro in un luogo fuori dalle logiche dell’ospitalità standardizzata.
Sul tema degli sprechi, crediamo che l’attenzione all’ambiente non sia in contraddizione con piccoli gesti di cura. La cartellina in cartoncino a cui fa riferimento non è un oggetto usa e getta pensato per essere sprecato, ma un contenitore riutilizzabile. Allo stesso modo, la possibilità di lasciare una mancia non rappresenta certo una richiesta dovuta, ma una scelta libera, che qualcuno compie per riconoscere il lavoro e la fatica necessari a mantenere accogliente e aperto un luogo come questo.
Le auguriamo comunque buon cammino e la ringraziamo per aver scelto di fermarsi a Rebeccu.